Già da tempo era molto sentita a Vignola e nelle zone limitrofe  l’esigenza di una maggiore assistenza e tempestività in caso di infortunio, malori e incidenti stradali e domestici. Agli inizi degli anni ottanta l’ambulanza dell’Ospedale di Vignola non era in grado di  far fronte a tutte le necessità che potevano sorgere sul territorio gestito dall’allora U. S. L. 19 (Vignola – Savignano –Marano – Castelvetro ) e nel paese di Spilamberto, avendo un’unica ambulanza che durante la notte svolgeva servizio solo tramite reperibilità. Accadeva quindi che, soprattutto nelle zone più disagiate dell’Appennino, si verificassero spesso ritardi negli interventi.

Già da più di un anno era aperta a Montese un'associazione che rispondeva a questi requisiti, grazie anche al consiglio e all'opinione di Pesci Franco, che proveniva dal Parmense, zona in cui già da decenni operavano associazioni di assistenza pubblica.
Sull'esempio di Montese si fecero così anche a Castelvetro, Marano, Savignano, Spilamberto e Vignola i primi sondaggi a livello territoriale per appurare la disponibilità di uomini e di mezzi alla costituzione di una vera e propria associazione e, vista la risposta positiva da parte della cittadinanza e delle realtà imprenditoriali della zona, si cercò anche la collaborazione delle amministrazioni comunali.

All’inizio del 1981 un gruppo di cittadini, facendosi interprete delle richieste e delle aspettative della comunità del comprensorio, pensò di promuovere incontri e discussioni per affrontare il problema di migliorare il servizio diminuendo i tempi di attesa degli interventi e contribuendo ad alleggerire la mole di lavoro a carico dell’Ospedale.

Si pensò così di creare un gruppo organizzato di volontari che potesse operare in collaborazione con gli organi istituzionalmente preposti al soccorso.

L’atto costitutivo fu firmato il 22 luglio 1981 alla presenza del Notaio Dott. Pier Antonio Sereni e dei 7 soci fondatori (Sereni rag. Cesare, Ballestri geom. Emilio, Battilani Pietro, Rossi Carlo, Pesci Franco, Zanetti dott. Clemente e Palmieri dott. Paolo.) e venne approvato lo statuto, il quale all’art. 2 stabiliva gli scopi principali che l’associazione doveva perseguire:

  • Il trasporto degli infermi dalla pubblica via e dalle private abitazioni, agli ospedali o ai posti di pronto soccorso o dagli ospedali alle abitazioni o ad altri ospedali;
  • L’assistenza agli infermi nelle loro abitazioni;
  • Il trasporto di cadaveri in caso di infortunio;
  • La prestazione della propria opera in qualunque pubblico e privato infortunio, in fiere, in competizioni sportive, processioni, festeggiamenti in genere. Si sarebbe pure dedicata la propria attività ad opere umanitarie che si riferivano all’assistenza pubblica;
  • Diffusione di norme profilattiche ed igieniche per preservare la salute pubblica;
  • L’apertura nella sede dell’associazione di ambulatori per i poveri, per consultazioni mediche chirurgiche e specialistiche;
  • L’effettuazione del servizio di guardia medica notturna e festiva;
  • Un servizio di onoranze funebri, a prezzi miti, per aiutare le famiglie colpite da lutto.

Gran parte di questi scopi sono ancora le finalità che si propone oggi l’associazione.

Si stabilì inoltre di convocare una successiva assemblea per eleggere i vari organi ed assegnare le cariche all’interno dell’associazione. Fu anche stabilito come dovesse essere la bandiera: bianca, con al centro una croce verde delimitata da un cerchio verde con la scritta “Associazione Assistenza Pubblica Vignola”.

La prima assemblea si svolse il 29 luglio 1981 presso i locali dell’U.S.L. di Vignola, a causa della mancanza di una sede per questo primo periodo. Venne eletto il primo comitato esecutivo provvisorio, composto da 20 membri e preposto al coordinamento dell’attività dell’associazione in attesa dell’elezione degli organi statutari, ed in seguito anche il presidente che da quel giorno svolse il suo compito di guida dell’associazione e di preparazione dei volontari.

La Pubblica Assistenza trovò la prima sede a cavallo della fine del 1981 e l’inizio del 1982, in Viale Mazzini al civico 10 dove stazionava la prima ambulanza acquistata dalla Pubblica Assistenza di Fornovo (PR) in modo da renderla ben visibile.

La Pubblica Assistenza si chiamava A.V.A.P. all’origine, perché non essendo diffusa una cultura del volontariato, era molto difficile farne capire il significato. Quindi si preferì denominarla “Associazione Volontaria Assistenza Pubblica” per far si che ci identificassero subito come una associazione costituita da volontari, e in quanto tali, non retribuiti.

In breve tempo si cominciarono ad effettuare interventi di pronto soccorso e si migliorò a tal punto questo settore che la maggior parte dei servizi di urgenza veniva svolto dai volontari; questo in un primo tempo generò contrasti e incomprensioni fra A.V.A.P. e Ospedale.

Un'altra difficoltà fu quella relativa al far capire alla gente cosa si intendesse per “volontariato” e le motivazioni che avevano permesso di fondare un'associazione che si basasse proprio su questo concetto.

La Pubblica assistenza di Vignola, grazie ai suoi fondatori, fu il traino per tutta la provincia.

 Si aiutarono altre pubbliche assistenze a partire, ad esempio quelle di Modena e Castelfranco, dove si contribuì a formare e informare i volontari tramite riunioni. La Pubblica Assistenza ebbe un ruolo determinante anche nel caso della Protezione Civile, che allora non esisteva ancora a livello nazionale. La nostra associazione aveva già creato un gruppo al suo interno chiamato “Gruppo Emergenza e Soccorso” che fu il primo gruppo di protezione civile nato in provincia di Modena. Era talmente funzionale che l’attuale modello di Protezione Civile regionale è uguale a quello della Pubblica Assistenza di Vignola.

Nel corso degli anni l’attività della Pubblica Assistenza di Vignola è andata crescendo, ha visto aumentare il numero dei mezzi grazie soprattutto al contributo dei cittadini e alle varie donazioni ed è stato istituito un servizio di ambulanza medicalizzata. La sede è stata trasferita nel 1984 in quella che è l’attuale ubicazione di via Gramsci(ex Mercato Ortofrutticolo), per rispondere in modo adeguato alla nuova realtà e consistenza raggiunta. È aumentato anche il numero dei militi (così venivano chiamati al principio) e dei servizi riuscendo a coprire un territorio abbastanza ampio. Per quanto riguarda i servizi di emergenza, già un anno dopo la fondazione, l’associazione aveva stipulato una convenzione con l’allora U.S.L. n.19 che prevedeva che le chiamate di emergenza arrivassero direttamente all’A.V.A.P. la quale interveniva con i propri volontari e i propri mezzi e veniva rimborsata in base ai chilometri percorsi. Allora non si parlava ancora del Settore Sociale che è diventato una delle componenti fondamentali dell’A.V.A.P. oggi.

La Centrale operativa Modena Soccorso, che gestisce tutte le richieste di intervento urgente, era attiva a Modena presso il Policlinico fin dal 1990. Nello stesso anno fu sottoscritta una convenzione tra azienda U.S.L. e A.V.A.P. di Vignola per la gestione dell’emergenza che è ancora in vigore e prevede la disponibilità di un ambulanza per emergenze e trasferimenti urgenti, tutti i giorni dalle 7 alle 24. Nel Marzo 1992 fu approvata la Legge n.118 recante norme sulla gestione di tutto il settore dell’emergenza. 118 divenne il numero telefonico dell’emergenza per tutto il territorio nazionale.

La Centrale, che opera 24 ore su 24 con personale altamente qualificato, riceve le richieste di intervento urgente la cui gravità viene valutata da un operatore mediante una serie di domande precise. La risposta è immediata e si attiva con l’invio sul posto del mezzo di soccorso più idoneo fra quelli più vicini e disponibili. Fra queste ci sono anche le ambulanze dell’A.V.A.P. di Vignola.

Sulla base di dati rilevati al 31/12/2009 i soci iscritti nell’organizzazione di volontariato ammontano a 359 e ci si avvale di 2 dipendenti che svolgono mansioni amministrative e di coordinamento. Importante è stato il contributo fornito dagli obiettori di coscienza prima, e dai ragazzi del servizio civile nazionale dopo che dal 1990, hanno iniziato la loro attività presso l’associazione. Il loro contributo si è rivelato prezioso soprattutto nei giorni infrasettimanali, quando la maggior parte dei volontari lavora o studia. La prestazione offerta dai volontari è da sempre gratuita.

“Estratto dalla tesi di laurea di Miani Cecilia”